


PAESTUM, è il più importante sito archeologico greco a sud di Napoli. I Greci, che fondarono questa città all'estremità della piana del Sele nel VI secolo a.C., la conoscevano come Poseidonia, la città di Poseidone. I Romani la conquistarono cambiandole il nome nel 273 a.C. Nel IX secolo d.C., a causa di un'invasione saracena, cadde in declino e fu abbandonata. Fu riscoperta nel XVIII secolo. Oggi Paestum è visitata dai migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo per i suoi imponenti templi dorici quasi intatti e per e vestigia di importanti monumenti. la Basilica o Tempio di Era (metà Vi sec. A.C.), il Tempio di Nettuno (V sec. A.C.) il più grande e meglio conservato di Paestum e il Tempio di Cerere (presumibilmente databile tra gli altri due). Gli scavi hanno riportato alla luce i resti dell'antica città, con gli edifici pubblici e religiosi,le strade e le mura fortificate. Un Museo conserva tutti i reperti archeologici tra cui dipinti e tesori tombali, offerte votive in terracotta, frammenti architettonici e sculture.























Camping Villaggio Torino - Paestum - Napoli


Il carciofo di Capaccio-Paestum I.G.P. detto anche carciofo tondo Di Paestum , le sue doti salutari sono ormai note a tutti. E’ ricco di Sali minerali (soprattutto di calcio e potassio, fosforo e ferro) ed è un coadiutore nelle funzioni epatiche e renali; serve a combattere disturbi di circolazione, e di digestione, infezioni intestinali, contribuisce allo smaltimento del colesterolo. Il carciofo di Paestum è detto anche tondo di Paestum per la caratteristica forma tondeggiante dei capolini, che presentano altri due elementi di tipicità la compattezza e l’assenza di spine nelle brattee. Deriva dalla varietà romanesco, dal quale col tempo si è distinto, nella zona di produzione, formando l’attuale biotipo detto appunto tondo di Paestum.

La Mozzarella
Dalle bufale si ottiene il latte, lavorandolo si ha come prodotto finito la mozzarella.
La mozzarella di Capaccio ha denominazione di origine protetta (D.O.P.) Sull' etimologia della parola "Mozzarella" non sembrano esservi dubbi: essa e' il diminutivo di "mozza", da mozzare tanto è vero che nei documenti più antichi molto spesso viene definita direttamente "mozza". Il termine Mozzarella lo si trova per la prima volta nel 1570 in un libro di cucina di un cuoco della corte papale, certo Scapp. La Mozzarella si configura inizialmente come una varietà meno nobile della provola ed e' sicuramente la scarsa conservabilità che spiega la ragione della sua assenza, al contrario delle Provole, dagli antichi presepi napoletani ove gli elementi gastronomico-alimentari sono posti in grande rilievo e rispecchiano la tradizione alimentare del popolo. Ci sono anche altri prodotti derivati dal latte di bufala:
























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